1 ottobre 2014
1 Ottobre 2014,
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Il Consiglio di Indirizzo dell’ENPAP ha approvato un contributo economico per la paternità e la genitorialità. Una forma di assistenza semplice e immediata per aiutare le psicologhe e gli psicologi a prendersi cura del neonato.

Pensando alla nostra Cassa di Previdenza la prima cosa che viene in mente è la quantità di denaro che versiamo ogni anno. Viviamo l’ENPAP come una tassa. In realtà, non è una tassa ma è più simile ad un risparmio. Il 10% che calcoliamo ogni anno e versiamo all’ENPAP è denaro che rimane accumulato per la nostra pensione. Questi sono soldi nostri che l’ENPAP ci obbliga a risparmiare; in altre parole l’ENPAP ci obbliga a essere previdenti. Questi soldi li rivedremo alla pensione.

E il 2% che mettiamo in fattura? Una parte è dedicata alla gestione dell’Ente e una parte ci ritorna sotto forma di assistenza.

Bisogna notare che la politica assistenziale dell’ENPAP è notevolmente cambiata. Dopo che AltraPsicologia è giunta alla conduzione dell’ente è stata raddoppiata la percentuale di spesa da destinare per la nostra assistenza: la passata gestione aveva stabilito di dedicare all’assistenza il 30% dell’avanzo del nostro contributo integrativo, cioè il minimo possibile, ora la percentuale è stata elevata al massimo possibile (60%).

In pratica, cosa significa più soldi per l’assistenza degli psicologi?

Un effetto concreto della maggior disponibilità di denaro lo si è visto nella proposta approvata la scorsa riunione del Consiglio di Indirizzo Generale.

La proposta stabilisce che, nel caso un/una collega diventi genitore, l’ENPAP, attraverso l’erogazione di un contributo, possa assistere il genitore che non riceve un’indennità di maternità . Il fine ultimo è di aiutare i genitori a prendersi cura dei figli in modo condiviso.

Immaginiamo che in una coppia, mentre un genitore percepisce dei soldi a copertura del periodo di maternità obbligatoria l’altro genitore, iscritto all’ENPAP, non usufruisce di alcun contributo e deve continuare a lavorare per sostenere la famiglia. La nuova delibera permette anche al secondo genitore di ricevere un contributo dall’ENPAP.

Il contributo vuole essere un sostegno al genitore senza indennità di maternità, aiutando a parificare i trattamenti assistenziali tra i genitori e a prendersi cura del neonato in modo condiviso.

L’ammontare del contributo non è definibile, dipenderà dal numero di domande e dai soldi disponibili ogni anno, però possiamo fare delle ipotesi. Immaginando che circa lo 0,5% degli iscritti all’ENPAP abbia un figlio in un anno e possa richiedere il contributo (poco meno di 250 colleghi), in questo caso la somma che si potrebbe ricevere sarebbe di circa mille euro!

Naturalmente questa rimane un’ipotesi, speriamo realistica.

Ora la delibera dovrà essere approvata dai Ministeri, questo passaggio non ci permette di definire tempi certi per l’entrata in vigore di questa nuova forma di assistenza (i tempi dei Ministeri non sono certi). Se non ci saranno intoppi, il contributo potrà essere fruibile già dal 2015, altrimenti si slitta al 2016.

2 responses on “Un contributo dall’ENPAP per ogni figlio

  1. roberto ha detto:

    e’ il solito metodo per carpire soldi ai cittadini. in generale. E’ uno schifo.

  2. Elisabetta Campanini ha detto:

    Decisamente positiva l’iniziativa…vedremo il risultato.
    Mi piacerebbe, e ovviamente esprimo il pensiero di molti colleghi/ghe, che ci si occupasse anche della “fascia debole “anziani” che, come sapete hanno una pensione irrisoria. La nostra categoria, credo debba porsi come esempio anche in questo campo.
    Il 60% , per esempio, potrebbe prevedere forme integrative all’assicurazione Sanitaria, che già viene erogata, per i nostri pensionati (invecchiando ci si ammala di più) che attualmente, (e certamente anche in un futuro prossimo) non percepiscono certamente 1000 Euro, ma difficilmente anche 500. Tenendo conto anche dell’attuale tassazione del 20 xcento!!! Forse una iniziativa di questo genere non richiede un lungo iter burocratico.
    Ovviamente è solo un’idea. .Le formule possono essere anche altre. Sono soldi che abbiamo versato per eventi della vita che riguardano tutti: ammalarsi è uno di questi.

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