29 maggio 2014
29 Maggio 2014,
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Nella valutazione del rischio stress lavoro-correlato il primo passo obbligatorio da compiere, come indicato dalla Commissione Consultiva, è l’analisi dei dati presenti in azienda (“ove possibile numericamente apprezzabili”). L’analisi di questi eventi non può essere limitata alla sola valutazione del rischio ma può aiutare tutta l’azienda.

Tra i dati che si è obbligati ad analizzare compaiono quelli definiti  ”eventi sentinella”, cioè tutte quelle circostanze in qualche modo correlabili ad una situazione di elevato stress lavorativo.

Raccogliere questi dati in azienda è tutt’altro che semplice perché molto spesso ci si trova di fronte a numerose difficoltà dovute alle differenti fonti (archivio aziendale, medico competente, RSPP ecc.), alle modalità di archiviazione (magari è cambiato recentemente il database), alla loro estrapolazione e suddivisione per gruppo omogeneo di lavoratori ecc. Questo complesso lavoro non può ridursi alla compilazione di una scheda per assolvere l’obbligo della valutazione stress lavoro-correlato, ma deve essere valorizzato e diventare utile anche all’azienda e al proprio business.

Ma come far rendere al meglio gli “eventi sentinella” una volta raccolti?

Innanzitutto per poter ottenere una corretta interpretazione degli “eventi sentinella” è necessario conoscere i pregi e i limiti di ogni indicatore cioè, essendo questi dati utilizzati come indici di evidenza della condizione lavorativa, è necessario avere ben chiaro che cosa realmente indicano.

Un esempio su tutti: l’indice di assenza per malattia. È ormai risaputo che le assenze per malattia sono determinate da differenti fattori, oltre lo stato di salute del lavoratore. Le ricerche ci indicano che le condizioni psicosociali del lavoro incidono per circa il 25% sulle assenze per malattia (studi di coorte francesi e olandesi), mentre il sistema di incentivi connesso alla malattia influisce in modo più determinante (ricerche in campo economico).

L’analisi e l’interpretazione degli eventi sentinella diventano ancora più interessanti quando tali eventi sono valutati nel loro insieme e non singolarmente. Infatti, se risultasse una convergenza di alcuni di questi indici su un singolo gruppo omogeneo, sarebbe possibile sviluppare approfondimenti e interventi mirati per quel singolo gruppo di lavoratori.

Infine, l’importanza degli “eventi sentinella” va oltre la valutazione del rischio perché questi eventi sono traducibili in costi aziendali: infortuni, assenze per malattia, visite mediche ecc. incidono sia sulla produttività sia sulle spese sostenute dall’azienda. Quindi, è possibile tradurre l’analisi dei dati in un’analisi dei costi potendo così progettare degli interventi che abbiano un buon ritorno d’investimento (ROI).

Effettuare l’analisi degli “eventi sentinella” con i corretti criteri e le giuste conoscenze per interpretarla non può essere relegata alla sola valutazione del rischio (seppur obbligata dalla valutazione del rischio stress lavoro-correlato), ma può tornare utile a tutta l’azienda.

In particolare le funzioni HR ne possono trarre l’utilità maggiore: gli eventi sentinella possono fornire spunti per approfondimenti mirati volti a innescare azioni  tese a diminuire i costi, trasformando così la valutazione stress lavoro-correlato da una spesa per adempiere alla normativa ad un investimento utile per il proprio business.

 

 A breve si terrà un corso sul tema.

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