18 Marzo 2019
18 Marzo 2019,
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Quanto volte ci è capitato di subire comportamenti scortesi o maleducati, che ci feriscono, da parte di capi o colleghi di lavoro? Le ricerche di psicologia della salute sul lavoro mostrano come questi comportamenti impattano sul nostro benessere.

Dalla letteratura risulta che molti abbiano subìto comportamenti incivili sul lavoro e che questi comportamenti stiano aumentando sempre più. Negli Stati Uniti in quattro anni il numero di lavoratori e lavoratrici che hanno affermato di essere stati trattati almeno una volta al mese in modo incivile sul lavoro è salito dal 55% al 62%.  (Porath, C. 2016, December. The hidden toll of workplace incivility. McKinsey Quarterly). Un trattamento scortese può comportare dipendenti infelici, relazioni tese e un ambiente di lavoro sgradevole.

Ricevere osservazioni maleducate, vedere le proprie richieste ignorate, ricevere richieste senza cortesia o commenti sarcastici sono tutti esempi di inciviltà sul posto di lavoro.

Quando possiamo definire incivile un posto di lavoro?

Un posto di lavoro incivile è definito come “un posto di lavoro dove sono presenti comportamenti devianti a bassa intensità con l’intento ambiguo di far del male alla vittima, in violazione delle norme sul lavoro per il rispetto reciproco” (Andersson, L. M., & Pearson, C. M. 1999. Tit for tat? The spiraling effect of incivility in the workplace. Academy of Management Review, 24, 452–471).

Quindi, l’inciviltà sul lavoro è caratterizzata da comportamenti che:

  1. mancano di rispetto delle norme lavorative
  2. hanno un intento ambiguo
  3. sono a bassa intensità

In pratica, tutti quei comportamenti che possono essere considerati maleducati, aggressivi, che offendono o che comunque nascondono un’offesa dietro un tono scherzoso. Non si tratta di comportamenti apertamente ostili, cioè che se ripetuti nel tempo possono configurare una violenza psicologica o mobbing, ma sono comportamenti a bassa intensità, sono una forma lieve di maltrattamento sul lavoro.

I comportamenti incivili possono essere intenzionali, ma possono anche essere dovuti all’ignoranza o alla personalità dell’istigatore.

Quali sono le conseguenze sulla salute dei lavoratori?

Chi subisce questi comportamenti lavora male e ne risentirà a livello di salute.

L’inciviltà sul posto di lavoro influisce su una serie di esiti dei dipendenti e dell’organizzazione, tra cui riduzione della soddisfazione lavorativa, del benessere psicologico e fisico, nonché si registra un aumento delle intenzioni di turnover, dello stress, del conflitto lavorativo-familiare e aumentano i comportamenti controproducenti sul lavoro (Hershcovis , 2011; Schilpzand et al., 2016; Welbourne & Sariol, 2017).

Se i comportamenti incivili sono subiti frequentemente, può innescarsi la “ruminazione psicologica” su quanto accaduto, ovvero preoccupazioni e pensieri ripetitivi degli eventi o di un tema comune. In pratica, è il continuo pensare e ripensare alla stessa cosa senza trovare una via di uscita. In questo caso si penserà continuamente alle situazioni di lavoro che si subiscono.

La “ruminazione” rappresenta una preoccupazione cognitiva attiva degli eventi lavorativi, un tentativo di risolvere i problemi di lavoro o di anticipare i problemi futuri sul lavoro.

Una recente ricerca (Demsky, C. A., Fritz, C., Hammer, L. B., & Black, A. E. 2018. Workplace Incivility and Employee Sleep: The Role of Rumination and Recovery Experiences. Journal of Occupational Health Psychology.) ha determinato che i comportamenti incivili sul lavoro causano l’insonnia e il continuo pensare a questi comportamenti aumentano l’insonnia.

Come affrontare i continui pensieri sugli eventi lavorativi?

La preoccupazione per gli eventi lavorativi, impedisce il recupero psicofisiologico dal lavoro. La ricerca sul recupero dal lavoro ha identificato il “distacco” psicologico e il rilassamento come esperienze chiave associate al miglioramento del benessere. Il distacco psicologico si riferisce al processo di separazione mentale e fisico dalle esigenze del lavoro

Sebbene esperienze come l’inciviltà sul posto di lavoro siano state associate a un ridotto distacco psicologico (Demsky, Ellis, & Fritz, 2014, Volmer, Binnewies, Sonnentag e Niessen, 2012), il distacco psicologico ha anche dimostrato di tamponare l’associazione tra le varie richieste di lavoro (ad esempio, la pressione del tempo, le ore di lavoro e il carico di lavoro) e gli effetti come l’affaticamento, esaurimento e depressione (Sonnentag, Binnewies e Mojza, 2010; Sonnentag & Fritz, 2015).

Il distacco psicologico rappresenta un modo per evitare pensieri, azioni o emozioni legate al lavoro (Sonnentag & Fritz, 2007) e può essere promosso attraverso diverse tecniche e attività specifiche che lo psicologo può correttamente direzionare.

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