8 Novembre 2014
8 Novembre 2014,
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Il concetto di trasparenza è sempre più spesso invocato come salvezza per le più svariate difficoltà delle organizzazioni lavorative che rilevano delle relazioni “stressanti” tra l’organizzazione e i suoi interlocutori (ad es. dipendenti, clienti, filiali, enti di controllo). Cosa vuol dire realmente essere un’organizzazione trasparente?

Essere trasparenti è solitamente considerato il modo migliore per ristabilire la fiducia degli stakeholders verso l’organizzazione1. Pochi però hanno idea di cosa significa nel dettaglio il concetto di “trasparenza”, le interpretazioni di questo costrutto risultano le più svariate. In ambito scientifico non vi è omogeneità e consenso sul suo significato, come dimostra la molteplicità delle di misure utilizzate nelle ricerche per rilevare la “trasparenza” organizzativa.

Nelle aziende, a volte, la trasparenza è semplicemente intesa come il tenere la porta del proprio ufficio aperta o avere vetri trasparenti nelle sale riunioni, oppure ancora rispondere ai collaboratori apertamente a tutte le eventuali richieste di informazioni.

Anche la politica reclama sempre più spesso la necessità di trasparenza: c’è chi intende la pubblicazione di tutti i documenti su internet o chi, invece, pretende la ripresa video di qualsiasi incontro tra le parti.

Fino alla fine del secolo scorso il concetto di trasparenza è sempre stato tangenziale ad altri costrutti organizzativi. Negli ultimi vent’anni si è assistito ad un forte interesse in questo concetto, soprattutto dopo gli scandali finanziari di diverse aziende (ad es. Enron nel 2001, WorldComm nel 2002 o Lehman Brother nel 2008).

Dalla mole di ricerche è possibile individuare i 4 elementi che determinano l’organizzazione trasparente2.

1. Informazioni: le informazioni non devono essere limitate ai fatti ma vi devono anche essere delle conoscenze da condividere che aumentano la consapevolezza, la coerenza e la comprensibilità delle informazioni scambiate tra gli interlocutori. In caso contrario non siamo di fronte ad atti di trasparenza ma semplicemente a notizie condivise.
2. Condivisione intenzionale: le informazioni devono essere condivise in modo strutturato, completo e sistematico. Le condivisioni ad hoc o non effettuate in maniera sistematica non sono indicative di trasparenza.
3. Percezione: la trasparenza è una percezione di ricevere delle informazioni. Le organizzazioni possono influenzare la percezione attraverso al come condividono le informazioni, al risalto che danno e alla capacità di orientare l’attenzione degli interlocutori. Condividere le informazioni senza delle azioni di contesto a supporto impattano in misura minima la percezione dei riceventi.
4. Qualità: la trasparenza è la percezione di qualità delle informazioni e non solamente della loro quantità. Per questo è importante curare la forma e la comprensibilità delle informazioni condivise.

Dai 4 pilatri della trasparenza è possibile giungere alla seguente definizione:

La trasparenza è la qualità percepita delle informazioni che un mittente intenzionalmente condivide.

La trasparenza quindi non è uno stato d’animo o una disponibilità a condividere le informazioni ma è un lavoro comunicativo, un impegno continuo che bisogna mettere in atto per permettere a tutti gli interessati di comprendere, fidarsi e partecipare alla vita organizzativa.

 

1 Jahansoozi J., (2006) – Organization-stakeholder relantionship: Exploring trust and trasparency. Journal of management Development, 25: 942-955.

2Schnacjenberg A.K., Tomlinson E.C. (2014). Organizational Trasparency: A new Perspective on Managing Trust in Organization-Stakeholder Realationship. Journal of Manangement. 20-10:1-27.

One response on “4 pilastri che definiscono l’organizzazione trasparente

  1. […] La TRASPARENZA come principio gestionale deriva dall’orientamento all’accountability. Accountability significa che chi governa istituzioni con un mandato elettivo, deve farlo nell’ottica di rispondere alla collettività del proprio lavoro. Accountability significa permettere e facilitare la critica politica attraverso una volontaria esposizione di informazioni sul proprio operato, in modo pubblico e proattivo e non solo su richiesta. Di trasparenza ha parlato in modo completo Paolo Campanini in QUESTO ARTICOLO. […]

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